Zoè Teatri – conviviale

cene con …diletto

L’inchiesta

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A cena va in scena il delitto

– di Sara Musiani

La differenza dalle normali cene con delitto è di certo la possibilità di rendere fruibile uno spettacolo senza necessità di prove. La compagnia “Cenecondelitto”, infatti, lavora ad un canovaccio, con incontri per le prove anche a soli pochi giorni prima della cena. L’obiettivo di questa esperienza è di arrivare al massimo grado di coinvolgimento possibile del pubblico attraverso un’esperienza unica.

La Compagnia teatrale  “Cenecondelitto” nasce  nell’estate 2012 come progetto di RiCreAzione culturale di Zoè Teatro di Bologna.

Mavi Gianni, attrice e formatrice, è la direttrice artistica del progetto che  raccoglie ” l’eredità britannica dei “murder party”.

Questa formula di spettacolo nasce infatti in Inghilterra già nei primi decenni del XX secolo, ma è solamente negli ultimi anni che sviluppa anche una valenza di spettacolo ad intrattenimento, aggiungendo ai normali ingredienti, trama e pubblico giocante) attori e registi professionisti, scene e/o luoghi particolari, conservando l’interattività dei partecipanti.
La compagnia “Cenecondelitto” mette in scena infatti un vero e proprio gioco a premi, durante una cena, un tè, un aperitivo, un qualsiasi incontro conviviale,  presso un locale o casa privata.
I Clienti\ospiti, divisi in squadre, secondo la disposizione dei tavoli, si trasformano in investigatori, interrogando gli indiziati, impersonati da “gioc-attori” in equilibrio tra teatro, gioco e giallo deduttivo. Tra una portata e l’altra vengono esaminati indizi, formulate accuse e al termine della cena, ciascun tavolo indica  assassino e movente.
Come ogni gioco è previsto  un premio in palio, che solitamente consiste nella possibilità di partecipare all’inconro successiva gratuitamente.
La differenza sostanziale con altre forme di cene con delitto, oggi molto popolari, è la possibilità di rendere fruibile uno spettacolo senza necessità di prove  complesse, mentre le altre esperienze di murder party all’inglese hanno quasi sempre un copione;

la compagnia “Cenecondelitto” lavora infatti ad un canovaccio, con incontri per le prove anche solo a pochi giorni prima della cena: il tempo necessario per imbastire le caratteristiche peculiari di ciascun personaggio e permettere agli attori di farlo, proprio per essere liberi, in scena, di recitarli su questa falsariga.
“Questo alimenta lo spirito di gruppo” dice Mavi, e confessa : “Gli attori sono estremamente  duttili e questo modo di recitare, dove ciascuno contribuisce ed arricchisce  con spontaneità la traccia del personaggio che interpreta, crea una forte energia e coinvolgimento e sono loro i primi a divertirsi e a trarre piacere da quello che fanno… è davvero una droga!”. A  riprova di quanto detto cita un episodio accaduto di recente:  “Una volta ho dovuto inserire un personaggio aggiuntivo all’ultimo momento, era domenica …ho chiamato una componente della compagnia che stava pranzando con la propria famiglia, che si è precipitata lasciando tutto e tutti!”.
Alcune innovazioni rilevanti rispetto alle cene con delitto tradizionali Mavi le ha introdotte nell’uso dello spazio scenico: gli attori non si limitano a girare fra i tavoli ma si siedono con il pubblico che è invitato ad interagire direttamente con loro, interrogandoli per carpire qualche indizio in più sul colpevole. Gli ospiti della cena diventano detective e si spezza quindi quell’ideale barriera fra attori e spettatori, fra platea e palcoscenico.
Anche i testi e le trame sono peculiari, perchè  sempre modellati in base alle caratteristiche del ”palcoscenico” che li ospita ed alla ricorrenza del momento. Per fare questo nella costruzione del canovaccio gli autori devono necessariamente approfondire lo studio della cultura e delle tradizioni cui vogliono ispirarsi, ed inserirne rimandi che gli attori utilizzeranno e divulgheranno durante lo spettacolo; un aspetto didattico che apre le porte alla comunicazione della cultura attraverso la narrazione teatrale.
In questo aspetto si trovano gli spazi per alcune feconde collaborazioni con le realtà associative del territorio. Quest’estate, per la serie di spettacoli con i quali hanno iniziato la loro avventura, hanno attivato una progettazione partecipata con l’associazione Telket  che si occupa dello studio e della divulgazione delle culture dei popoli nomadi del deserto Sahariano.

La cena con delitto si  svolgeva all’interno della zona di ristoro della tenda tuareg, sulle colline bolognesi, ed ha richiesto uno studio approfondito della struttura sociale del popolo tuareg per poter caratterizzare i personaggi in modo realistico ed istruttivo. Il pubblico, attraverso l’interpretazione degli attori, ha appreso così del livello di “femminismo e matriarcalità” di questa cultura tale per cui la donna può, ad esempio, ripudiare il marito e rifiutare un’eventuale seconda moglie, oltre che essere colei che nel nucleo familiare detiene tutte le ricchezze materiali.
Obiettivo successivo di Compagnia Cenecondelitto sarà di estendere il  murder party sviluppando la finzione teatrale su due giorni ed arrivare al massimo grado di coinvolgimento possibile per il pubblico: uno degli spettatori sarà la vittima… È il caso di dire: chi vivrà vedrà.

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