La Tranvata

L’insostenibile solitudine dei barattoli secondo Agenore Catuditto 

“Sullo scaffale del supermercato c’erano solo due confezioni. Ne ho presa una, a casa avevo la scorta. Ho camminato un po’, ho fatto il giro, poi sono tornato e ho preso anche l’altra. Non volevo lasciarla sola.È così che le ho messe in comunicazione come in telefono senza fili, pronte a sfondare la quarta parete per arrivare al buco del cuore dello spettatore“.

Il regista di “Sostiene Perito Neo”, vive la vita in simbiosi. Il suo è un mondo popolato di oggetti senzienti, magnifiche presenze, amori infiniti. I social media sono strumenti di condivisione emotiva, Twitter la finestra di emozioni e indignazioni: la foto di una saracinesca, la scritta “non sostare” cui qualcuno ha aggiunto “senza di te”, un tavolo con la pasta fatta a mano, le botte della polizia turca ai manifestanti, la botte di amarone ripasso.

Dopo la leggerezza di “Natale alla Majella” Catuditto ci presenta il dramma de “La Tranvata” : il racconto di un sentimento puro, capace di innalzarsi sopra la fisicità per trasmutarsi in amore intenso e pervicace.

E poiché, nella vita, la selezione avviene a tavola, il tutto sarà servito con portate di tutto rispetto.

Al prologo, straniante come quello di una tragedia greca, seguirà l’abbuffèt. Il racconto dell’amor puro, in quel che il regista definisce atto unico, sarà seguito da un Tenero dessert primordiale.

Infine, l’epilogo, la risoluzione dei conflitti, quando i cinici si ritroveranno soli nella vita, addolcito da caffè necessario (l’ammazzacaffè è a parte).

Allacciate le cinture per questo spettacolo che nulla ha da invidiare alla classica tragedia greca!

Agenore Catuditto, regista da molti anni attivo nella ricerca di una forma espressiva altra. In questa produzione, che avrà la sua prima stasera anche in diretta web, conferma uno sguardo attento alla società dei consumi e ci dice “Nella vita mi sono capitate coincidenze strane, sorprese del destino. Non credo nella cultura odierna del cinismo. Bisogna pensare il bene. Invecchiando sono convinto che la forza positiva che metti in circolo ti verrà restituita”.

Lo accompagna in questa avventura : Jack Cage, il grande maestro della musica dodecafonica, virtuoso dell’arpa celtica e della zampogna scozzese ;

Helga Rubatti – critica di webmagazine

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