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Omicidio a San Luca

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Omicidio a San Luca

di Mavi Gianni

Dal Portico della Morte al  Portico di San Luca  : è questo l’itinerario della gara podistica organizzata dall’associazione Labirinti, in occasione delle celebrazioni della Madonna di San Luca. Per Laura, giovane studentessa di farmacia, si trasformerà nell’ultimo viaggio : il suo cadavere viene ritrovato da Duilio Zerbini, all’altezza dell’arcata 333. La polizia indaga su amici e parenti fino a restringere il campo ai sospettati di questa sera. Saranno i commensali a interrogare gli indiziati, esaminando indizi, formulando accuse, indicando al termine della cena, assassino, movente e modus operandi.

Il testo è stato scritto in concomitanza del progetto di crowdfunding civico dedicato alla raccolta fondi per il restauro del portico più lungo al mondo :

Un passo per San Luca

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Alcuni cenni storici

Dal mese di aprile al mese di giugno del 1433 il territorio bolognese fu colpito da continue piogge che stavano distruggendo i raccolti, preannunciando un anno di dura carestia. Graziolo Accarisi, dottore in legge, membro autorevole del governo cittadino, citando l’esempio dei fiorentini che in occasione di pubbliche calamità facevano processioni con l’immagine della Madonna dell’Impruneta, propose di fare la stessa cosa con l’immagine mariana del Monte della Guardia che anch’essa si diceva dipinta da S. Luca.

La proposta fu accettata e sabato 4 luglio dello stesso anno, sotto una pioggia incessante, i confratelli della compagnia di Santa Maria della Morte salirono alla chiesa e, prelevata l’immagine, la portarono in Santa Maria Maddalena di Val di Pietra (oggi San Giuseppe dei Cappuccini, presso la Porta di Saragozza).

Fu qui che, il 28 giugno 1674 fu posta la prima pietra del porticato di San Luca. Nel breve giro di due anni furono compiuti i trecento archi del tratto di pianura. Il tratto in salita fu iniziato nel 1706 e nel 1715 raggiunse la vetta del colle; la congiunzione fra i due tratti, mediante lo scenografico “arco del Meloncello” (anche questo opera del Dotti) fu realizzata fra il 1721 e il 1732. E’ il porticato più lungo del mondo, composto da 666 archi parte da Porta Saragozza e arriva al Santuario. Rappresenta il diavolo in forma di serpente.

All’arco 170 si osserva una Madonna col Bambino di Andrea Ferreri, soprannominata “Madonna Grassa” per la sua mole particolarmente opulenta;Poco dopo c’è via Casaglia altra strada che va verso il santuario

Prima che il percorso porticato inizi a salire la collina si incontrano due archi a breve distanza l’uno dall’altro. Il primo di questi è un grande arco che si apre su via Bandiera, è in stile napoleonico e fu costruito nel 1831 da Ercole Gasperini e fu scolpito da Putti e Gibelli. Sul secondo arco, il numero 304, si innesta invece un altro porticato importante: il portico della Certosa. Si tratta di un porticato rettilineo composto da 130 arcate a tutto sesto e da volte a vela.

Infine l’arco del Meloncello, progettato da Carlo Francesco Dotti, su un’idea di F. Galli Bibiena: questo monumentale cavalcavia doveva fungere da collegamento fra la parte del portico che si trova nel tratto pianeggiante e quella che accompagna la salita, consentendo comunque sia il regolare scorrimento del traffico, sia le processioni dei pellegrini. Realizzato tra il 1721 e il 1732 il maestoso arco, sorretto da 19 colonne, venne utilizzato anche come tribuna per le benedizioni e come tempio per celebrare i promotori e i finanziatori dell’opera.Il Meloncello è il preludio della salita verso il santuario, che offre una stupenda vista panoramica della città: il cammino è scandito da 15 cappelle, ciascuna dedicata ad un mistero del Rosario, adornate da numerosi affreschi che, allo stato attuale, si trovano in condizioni deteriorate.

L’Ospedale di Santa Maria della Morte, uno dei primi eretti a Bologna, nel 1347, era sede dell’omonima confraternita che, per secoli, ebbe l’incarico di organizzare la processione della Madonna di San Luca, ospitandola nella propria sede durante le notti di permanenza in città. Sciolta la confraternita, nel 1799, e trasformato il palazzo nella nuova sede del Museo Civico Archeologico, dell’antica costruzione non resta che il portico della Morte, eretto nel 1565 da A. Morandi, detto il Terribilia. E’ qui che venivano esposti i cadaveri degli impiccati.

Dal portico della Morte (dove c’è ora la Libreria Nanni) si accede, attraversando via Clavature, al Santuario di Santa Maria della Vita ( a Bologna si dice : tra la vita e la morte c’è via Clavature).Nella Chiesa di santa Maria della Vita c’è il famoso Compianto

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